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Vittimologia Clinica e Forense: a San Marino un percorso di formazione per i professionisti che operano con le vittime

Vittimologia Clinica e Forense: a San Marino un percorso di formazione per i professionisti che operano con le vittime

Comprendere i processi di vittimizzazione, riconoscere le condizioni di vulnerabilità e sapere come relazionarsi con chi ha subito un reato o una violenza sono competenze sempre più importanti per chi opera negli ambiti giudiziario, psicologico, sociale e assistenziale. L’Università degli Studi della Repubblica di San Marino dedica a questi temi il Corso di Vittimologia Clinica e Forense: aspetti giuridici e operativi 2026.

La vittimologia contemporanea non si limita allo studio teorico della vittima di reato.

È una disciplina interdisciplinare che analizza la persona vittimizzata, le conseguenze dell’esperienza subita, il rapporto con l’autore del fatto, la risposta delle istituzioni e della società e, soprattutto, le modalità attraverso le quali è possibile costruire percorsi efficaci di tutela e assistenza.

È da questa prospettiva che nasce il Corso di Vittimologia Clinica e Forense: aspetti giuridici e operativi 2026, promosso dall’Università degli Studi della Repubblica di San Marino.

Dalla teoria alla presa in carico della vittima

Uno degli elementi più interessanti del percorso è l’integrazione tra conoscenza teorica e dimensione operativa.

Chi entra professionalmente in contatto con una vittima non deve infatti conoscere soltanto la normativa.

Deve comprendere cosa accade alla persona durante e dopo l’esperienza di vittimizzazione.

La vittima può presentare bisogni differenti a seconda del reato subito, del contesto sociale e familiare, dell’età, delle condizioni personali e della relazione esistente con l’autore.

La capacità di riconoscere queste differenze diventa quindi essenziale per evitare interventi standardizzati che rischiano di non rispondere alle reali necessità della persona.

Vittimizzazione primaria, secondaria e terziaria

Il programma formativo dedica particolare attenzione ai diversi processi di vittimizzazione.

La vittimizzazione primaria riguarda le conseguenze direttamente derivanti dal reato, dalla violenza o dall’evento traumatico subito.

Accanto a questa può però svilupparsi una vittimizzazione secondaria, determinata dalle reazioni successive all’evento.

Può verificarsi, ad esempio, quando la persona incontra incredulità, minimizzazione, giudizio o modalità inadeguate di ascolto e interrogazione.

Anche il rapporto con le istituzioni può diventare problematico quando procedure necessarie sul piano investigativo o giudiziario vengono gestite senza sufficiente attenzione alla condizione della vittima.

La vittimizzazione secondaria rappresenta per questo uno dei temi più importanti della vittimologia applicata: la persona che ha già subito un danno non dovrebbe essere ulteriormente danneggiata dal percorso attraverso il quale cerca protezione e giustizia.

Il corso affronta inoltre la vittimizzazione terziaria, ampliando ulteriormente l’analisi delle conseguenze sociali e relazionali che possono accompagnare l’esperienza vittimizzante.

Le vittime fragili e vulnerabili

Particolare attenzione viene dedicata alle cosiddette vittime fragili.

La vulnerabilità non deve essere interpretata come una caratteristica uniforme.

Età, condizioni personali, disabilità, dipendenza economica o affettiva, isolamento sociale, relazione con l’autore, caratteristiche del reato e numerosi altri fattori possono incidere sulla capacità della persona di reagire, chiedere aiuto o partecipare a un procedimento giudiziario.

Riconoscere queste condizioni significa poter adattare le modalità di ascolto, assistenza e protezione alla persona concreta.

È un passaggio fondamentale per un sistema di tutela realmente centrato sulla vittima.

La vittima nel sistema giudiziario

La posizione della vittima all’interno del sistema giudiziario ha subito una profonda evoluzione.

Per lungo tempo l’attenzione delle scienze criminologiche e del diritto penale è stata concentrata prevalentemente sull’autore del reato: responsabilità, imputabilità, pena, trattamento e possibilità di reinserimento.

Lo sviluppo della vittimologia ha progressivamente riportato l’attenzione sull’altra persona coinvolta nel fatto criminoso.

Chi ha subito il reato non può essere considerato esclusivamente come fonte di prova o testimone.

È una persona portatrice di diritti, bisogni e aspettative che devono trovare adeguato riconoscimento all’interno del procedimento.

Per questo il percorso dell’Università di San Marino approfondisce anche il quadro normativo europeo, italiano e sammarinese relativo alla tutela delle vittime.

Giustizia riparativa: oltre la sola risposta punitiva

Tra gli argomenti affrontati compare anche la giustizia riparativa.

Si tratta di una prospettiva che invita a considerare il reato non esclusivamente come violazione di una norma, ma anche come evento capace di produrre un danno concreto alle persone e alle relazioni sociali.

La domanda non riguarda quindi soltanto quale pena debba essere applicata all’autore.

Diventa necessario chiedersi anche quali siano le conseguenze per la vittima, quali bisogni abbia prodotto il reato e quali strumenti possano contribuire, quando ne ricorrano le condizioni, alla riparazione del danno.

La centralità della vittima non significa tuttavia attribuirle automaticamente un ruolo all’interno di percorsi riparativi.

Ogni intervento deve rispettare la sua volontà, le condizioni personali e il principio fondamentale di evitare nuove forme di vittimizzazione.

Un approccio multidisciplinare

La complessità della vittimizzazione rende impossibile affrontare il fenomeno attraverso una sola disciplina.

Diritto, psicologia, criminologia, sociologia, medicina, scienze dell’educazione e servizio sociale possono osservare aspetti differenti della stessa esperienza.

L’approccio multidisciplinare previsto dal corso dell’Università di San Marino permette quindi di mettere in relazione dimensione giuridica, psicologica e sociale.

Non si tratta soltanto di conoscere "che cosa dice la legge", ma di comprendere come quella tutela possa essere concretamente applicata alla persona.

A chi è rivolto il corso

Il percorso è rivolto in particolare ai professionisti che possono entrare in contatto con persone vittimizzate:

  • avvocati;

  • magistrati;

  • appartenenti alle forze dell’ordine;

  • consulenti tecnici;

  • psicologi;

  • assistenti sociali;

  • educatori;

  • professionisti dell’ambito forense e giudiziario.

La struttura del programma permette tuttavia anche a chi desidera avvicinarsi alla disciplina di acquisire una conoscenza dei fondamenti della vittimologia contemporanea.

Venti ore di formazione tra ottobre e dicembre 2026

Il corso prevede 20 ore complessive di formazione, organizzate in moduli.

Le lezioni affronteranno i fondamenti della vittimologia, il ruolo del professionista nella relazione con la vittima, le differenti tipologie di vittime vulnerabili, casi pratici e il quadro normativo europeo, italiano e sammarinese.

La formazione si svolgerà da remoto tra ottobre e dicembre 2026.

Al termine del percorso è previsto il rilascio di un Certificato di Frequenza per coloro che avranno rispettato i requisiti previsti.

È inoltre prevista la possibilità di sostenere una prova finale per ottenere il certificato di conseguimento del corso.

Il percorso è accreditato dal Consiglio Nazionale Forense italiano e dall’Ordine degli Avvocati e Notai della Repubblica di San Marino e prevede crediti ECM per le professioni sanitarie secondo le condizioni indicate dall’Università.

Il patrocinio della Società Italiana di Vittimologia

Particolarmente significativo è il patrocinio della Società Italiana di Vittimologia (S.I.V.), realtà che da oltre trent’anni opera per promuovere lo studio della disciplina, la tutela e l’aiuto alle vittime e la diffusione della cultura vittimologica in Italia e nel contesto internazionale.

La presenza della S.I.V. sottolinea la necessità di creare un collegamento sempre più stretto tra ricerca scientifica, formazione e applicazione professionale.

Formare professionisti capaci di incontrare la vittima

La formazione vittimologica assume oggi un'importanza che supera l'ambito strettamente accademico.

Avvocati, magistrati, psicologi, operatori delle forze dell'ordine, assistenti sociali ed educatori possono incontrare la stessa vittima in momenti differenti del suo percorso.

Ognuno osserva una parte della sua esperienza.

La qualità della tutela dipende anche dalla capacità di questi professionisti di comunicare, riconoscere i rispettivi ruoli e mantenere al centro la persona.

Conoscere la vittimologia significa quindi sviluppare non soltanto competenze teoriche, ma una diversa prospettiva professionale.

Significa comprendere che dietro ogni procedimento, fascicolo, denuncia o richiesta di assistenza esiste una persona che ha vissuto un'esperienza capace di modificarne la percezione della sicurezza, delle relazioni e delle istituzioni.

Una cultura della tutela delle vittime

In questo senso, iniziative formative come quella dell’Università degli Studi della Repubblica di San Marino contribuiscono a un processo più ampio: la costruzione di una vera cultura della tutela della vittima.

Una cultura nella quale ascolto, competenza e conoscenza dei processi di vittimizzazione diventino parte integrante della preparazione di tutti i professionisti coinvolti.

Perché studiare la vittimologia non significa soltanto conoscere le vittime.

Significa imparare a riconoscerle, ascoltarle e tutelarle senza produrre ulteriore sofferenza.


Informazioni sul corso

Corso: Vittimologia Clinica e Forense: aspetti giuridici e operativi – 2026
Ente: Università degli Studi della Repubblica di San Marino
Durata: 20 ore
Modalità: online
Periodo: ottobre – dicembre 2026
Costo corso completo: € 250
Singolo modulo: € 50
Attestazione: Certificato di Frequenza; possibilità di prova finale per il certificato di conseguimento
Patrocinio: Società Italiana di Vittimologia
Accreditamenti: Consiglio Nazionale Forense e Ordine degli Avvocati e Notai della Repubblica di San Marino; previsti crediti ECM secondo le modalità indicate dall'Università.

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