Violenza e molestie nel mondo del lavoro possono assumere forme fisiche, psicologiche, sessuali ed economiche. Riconoscere la normalizzazione dei comportamenti è il primo passo per prevenirli.
Un concetto più ampio dell'aggressione fisica
Quando si parla di violenza sul lavoro, l'immagine immediata è spesso quella di un'aggressione fisica. La realtà è più ampia. Comportamenti intimidatori, umiliazioni, molestie sessuali, minacce, pressioni reiterate e altre condotte possono produrre danni fisici, psicologici, sessuali o economici.
La Convenzione dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro n. 190 del 2019 costituisce il primo standard internazionale specificamente dedicato alla violenza e alle molestie nel mondo del lavoro. L'Italia ha ratificato la Convenzione nel 2021.
La definizione della Convenzione 190
La Convenzione adotta una definizione ampia, riferita a una serie di comportamenti e pratiche inaccettabili, o minacce di essi, che mirano a provocare, provocano o possono provocare danno fisico, psicologico, sessuale o economico. Il quadro comprende anche la violenza e le molestie di genere.
Questa formulazione è importante perché sposta l'attenzione dall'episodio eccezionale alla possibilità che il danno derivi anche da pratiche organizzative o comportamenti reiterati.
Quando l'anormalità diventa routine
Uno dei fattori più pericolosi è la normalizzazione. Battute umilianti, urla, allusioni, contatti indesiderati o minacce possono essere minimizzati con frasi come «qui si è sempre fatto così» o «bisogna sapersi difendere».
La ripetizione rende il comportamento familiare, non necessariamente accettabile. Una cultura organizzativa può abituarsi a pratiche che producono sofferenza fino a smettere di percepirle come problema.
Non soltanto tra colleghi
La violenza può provenire da superiori, colleghi o subordinati, ma anche da clienti, utenti, pazienti, fornitori e soggetti esterni. Alcune professioni espongono in modo particolare al contatto con persone in condizioni di stress, conflitto o alterazione.
Per questo la prevenzione deve partire dalla valutazione dei rischi specifici dell'attività e non da un modello unico valido per ogni organizzazione.
Il mondo del lavoro oltre l'ufficio
La Convenzione 190 adotta un concetto esteso di “mondo del lavoro”, che comprende situazioni connesse al lavoro anche oltre la sede fisica tradizionale. Trasferte, formazione, eventi, comunicazioni connesse al lavoro e spostamenti possono rientrare nell'analisi del fenomeno.
Il lavoro digitale ha aggiunto ulteriori spazi: chat aziendali, videoconferenze, email e piattaforme collaborative possono diventare ambienti nei quali si manifestano molestie e condotte aggressive.
Perché una persona può non segnalare
Il silenzio non equivale ad assenza del problema. Una vittima può temere ritorsioni, perdita di opportunità, isolamento, mancato rinnovo, giudizio dei colleghi o scarsa credibilità della procedura interna.
Esiste quindi una differenza sostanziale tra avere un canale di segnalazione e avere un canale percepito come sicuro, imparziale e realmente utilizzabile.
La responsabilità organizzativa della prevenzione
Una politica efficace non si limita alla dichiarazione di “tolleranza zero”. Deve definire comportamenti, responsabilità, modalità di segnalazione, criteri di gestione, riservatezza, protezione da ritorsioni e percorsi formativi.
La prevenzione riguarda inoltre l'organizzazione del lavoro: carichi, turni, personale presente, layout degli spazi, gestione delle situazioni conflittuali e procedure per lavoratori esposti al pubblico possono modificare concretamente il rischio.
Formare senza banalizzare
La formazione dovrebbe aiutare a distinguere conflitto, comportamento inappropriato, molestia e violenza, evitando sia la minimizzazione sia l'uso improprio delle categorie. Deve fornire strumenti operativi: come riconoscere un segnale, dove segnalare, come documentare un episodio e quali responsabilità spettano ai diversi ruoli.
La cultura organizzativa come fattore di protezione
Le regole sono indispensabili, ma funzionano quando sono sostenute dalla cultura quotidiana. Se dirigenti e responsabili ignorano comportamenti che le policy formalmente vietano, il messaggio reale dell'organizzazione è quello espresso dalle condotte tollerate.
Prevenire violenza e molestie significa quindi costruire coerenza tra regole, comportamenti e sistemi di tutela.
Riferimenti essenziali
- ILO, Convenzione n. 190 sulla violenza e le molestie, 2019.
- ILO, Raccomandazione n. 206, 2019.
- Legge 15 gennaio 2021, n. 4, ratifica ed esecuzione della Convenzione ILO n. 190.
